13 Ottobre 2017
In Italia

Forum del Sud: investire nel territorio per rilanciare il Paese


I prezzi medi nominali delle case nelle località turistiche di mare della Sicilia sono cresciuti dell’1,4 per cento nell’ultimo anno e se ne stima un ulteriore aumento del 2,3 per cento per il 2018, al di sopra della media italiana. È quanto è emerso oggi a Siracusa nel corso del Forum del Sud – Investire nel territorio per rilanciare il paese con focus su “Vincere con il turismo e residenziale 2.0”, organizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con il Gruppo Cassa depositi e prestiti, e con il patrocinio della Città di Siracusa.

Un evento interamente dedicato al Mezzogiorno, studiato per mettere insieme esperienze, testimonianze e proposte per uno sviluppo armonico di questi territori, promuovendo gli investimenti immobiliari di qualità. Un ampio panel di esperti, operatori e imprenditori si confronteranno sulle prospettive di sviluppo e investimento immobiliarenel Mezzogiorno, focalizzandosi sulle opportunità di crescita offerte dal mercato turistico.

In Italia le principali mete turistiche marittime mostrano un aumento dei prezzi medi nominali dello 0,5 per cento e si comporteranno ancora meglio nel corso del prossimo anno, quando dovrebbero riportare un rialzo dell’1,8 per cento.
In Sicilia sono in particolare le isole maggiori a catalizzare l’andamento positivo, con Pantelleria che cresce del tre per cento nel 2017, con prezzi massimi di ottomila euro al metro quadro. Anche Lipari riporta buone performance, con prezzi che oscillano tra i 3.100 e i 5.300 euro al metro quadro. Più basse le quotazioni di Ustica, il cui massimo è 2.600 euro al metro quadro, ma mostra segnali di rialzo nell’ultimo anno. I valori più alti sono sati registrati a Panarea, che segna valori minimi di cinquemila euro al metro quadro e massimi di ottomila euro. Un rincaro è già in atto del 2017 e raddoppierà nel 2018. Sull’isola, invece, i risultati migliori sono riportati da Taormina, i cui prezzi vanno da quattromila a settemila euro al metro quadro a settembre 2017, con un aumento previsto di oltre il tre per cento nel 2018. Andamento più moderato per la provincia di Siracusa, con il Lido di Noto e Pachino che riportano quotazioni più abbordabili comprese tra i settecento e i duemila euro al metro quadro. In queste zone il 2017 è stato caratterizzato dalla staticità, ma si prevede un ritocco verso l’alto dei prezzi per il 2018, che estenderà il trend positivo anche alle località meno in vista.

“Nel corso degli anni – ha sottolineato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – è cambiato profondamente il modo e anche l’entità di acquisto della seconda casa in Italia da parte di famiglie straniere. Il compratore è diventato sempre più internazionale e sofistico. La spesa media si avvicina a seicentomila euro, ma sono frequenti gli acquisti superiori al milione di euro. I tedeschi sono sempre al primo posto tra i compratori, seguiti dai russi e dai britannici. In calo gli acquirenti dalla Svizzera e nord Europa. A livello turistico la Sicilia, secondo i dati diffusi dalle associazioni, si conferma ai primi posti della classifica italiana ed europea, insieme alla riviera romagnola, la Puglia, la Catalogna e le isole Baleari”.

Secondo quanto emerso nel forum organizzato da Scenari Immobiliari, tra il 2007 e il 2017, in Italia circa sessantamila persone provenienti dall’estero hanno comprato una casa ad uso turistico, qualcuno per usarla solo per il periodo di vacanza, altri per trasferimenti più o meno lunghi. In dieci anni, l’Italia raddoppia la quota di famiglie straniere acquirenti, ma la Sicilia riporta una vera crescita esponenziale, passando da meno di ottanta compravendite nel 2007 a seicento previste per la fine del 2017. Gli acquirenti provenienti dall’estero passeranno da settemila del 2016 a ottomila nel 2017 per il territorio nazionale, e da 450 a seicento in Sicilia.

La Sicilia raccoglie attualmente il quindici per cento degli investimenti degli acquirenti esteri che comprano casa in Italia, per un giro d’affari nel corso del 2016 si registrano quasi quattrocento milioni di euro investiti in Sicilia da parte di famiglie straniere, cioè il 20,1 per cento in più rispetto al 2015. Si stima per fine 2017 di raggiungere 780 milioni di euro, su un totale di 5,2 miliardi di euro investiti nel territorio italiano. Si evidenzia che più della metà della spesa del 2016 è confluita nella provincia di Palermo, seguita da Catania, che conta circa il venti per cento delle compravendite.

Il mercato residenziale in Sicilia
La Sicilia è settima tra le regioni italiane per numero di compravendite sul totale italiano con 32.500 scambi effettuati nel 2016 e un aumento percentuale del 6,6 per cento rispetto al 2015. Un ulteriore aumento è previsto nel 2017 con l’1,5 per cento, avviando così un trend di crescita che continuerà fino al 2020.

Spostando lo sguardo sui grossi centri della Sicilia, a Catania nel 2016 è stato registrato un aumento in tutti i principali indicatori di mercato. Le compravendite sono favorite dal calo dei prezzi medi nominali, che però tengono meglio in centro città, e dai recenti sviluppi della città. Nel 2017 sono stimate 2.200 case compravendute, cioè il 5,8 per cento in più dall’anno precedente. Il fatturato torna a salire, con circa 204 milioni di euro riportati nel 2016, cioè il 6,8 per cento in più sul 2015, e nel 2017 dovrebbe confermare un andamento positivo, con quasi 210 milioni di euro e un incremento del 2,9 per cento.

Palermo nel 2016 ha assistito a una crescita delle transazioni pari al 9,5 per cento rispetto al 2015, fermandosi però poco al di sotto di cinquemila unità transate. Il fatturato nel 2016 ha raggiunto i 551 milioni di euro, con il 5,5 per cento in più dal 2015.

Negli ultimi tre anni nella città di Siracusa si è assistito a un progressivo incremento del mercato degli immobili ad uso abitativo in tutti i principali indicatori. L’offerta è aumentata di nove punti percentuali nell’ultimo periodo e si stima un’ulteriore crescita per il 2018, arrivando a 2.450 unità a disposizione sul mercato. A questo si accompagna una variazione positiva anche delle transazioni, che arrivavano a 1.280 unità nel 2016 e aumenteranno di altre cento per il 2017.

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